Follonica, Maremma Toscana, 1 e mezza/2 di notte (o del mattino, fate voi). Si passeggiava raminghi e solitari (cioè nel senso che non c’era neanche un cane a farmi compagnia e nel senso che non c’era neanche un cane a passeggiare ramingo e solitario come me. Si erano estinti i cani?), quando noto un tipo dall’aria bigotta fermo vicino alla mappa della cittadina a leggere chissà cosa. Questo era vestito in tal modo: polo verde pugno nell’occhio infilata nel pantalone taglio vecchio ma jeans con cinta di cuoio tipo nonno mio e scarpe da ginnastica della superga II elementare. Faccia non orribile ma rovinata da una calvizie in divenire quasi compiuto e ovviamente dal vestiaro. Mi si avvicina e fa “scusa per Via Puccini?” – “non lo so, non sono di qua” – “ah, e di dove sei di Bologna?” – “no, veramente di Napoli…” – “Ah, Napoli! Bella città, io la conosco perchè spesso vado a Nola… etc. etc.”. 29 anni. Voce melliflua da tipo che frusta la nonna e nel frattempo si masturba. Dopo mezz’ora che gira intorno all’argomento parlandomi del suo lavoro (nel mondo della moda), dell’amica porcona che verrà il giorno dopo e dalla quale lui andrà a farsi una buttata di vita (chiedendomi anche se una cosa a tre mi aggradava, al che io “preferirei 2 donne ed un uomo”), io mi stanco e fo’ “Scusa, non per niente, ma tu sei bisex?”. A risposta affermativa mi vengono chissà perchè un sacco di domande da fargli su cosa prova quando sta con un uomo, se era passivo o attivo, se voleva comunque sposarsi (e qui mi dice che infatti questo pensiero lo manda in crisi perchè vorrebbe), quando si è accorto di essere bisex e così via. In tutto questo tempo lui mi guardava con occhi a dir poco famelici; si potrebbe obbiettare che potevo anche andarmene ed evitare qualsiasi rischio per il mio verginissimo culo, ma lo sfizio dove lo mettiamo? Comunque, per fugare ogni possibile dubbio (suo, non mio…) mi ripresento come “Eugenio, etero convinto”, e si va avanti nel dialogo. Solo che da qui in poi il discorso prende una piega inquietante; lui mi dice di essere molto credente ed anche un perfetto praticante, e che la sua abitudine di tentare spesso lo mandava in conflitto con la sua spiritualità. Tentare? Già, tentare. Ma dirmi “lo sai, no, che gli uomini lo succhiano meglio delle donne? Non per vantarmi, ma io sono un aspiravolvere…” non è che proprio solleticasse i miei più atavici istinti sessuali! Più che altro mi veniva da pisciare. Comunque si continuò più o meno su questa falsariga “il mio sogno erotico è stare con un ragazzo sulla spiaggia, – si stava a 10 metri dal lido deserto – lui steso sulla sdraio ed io in ginocchio davanti a lui a succhiarlo. E’ il mio massimo desiderio” e, quando io mi alzai la felpa per fargli vedere la maglietta che avevo sotto, “no, Madonna, non farmi vedere le mutande! Non ce la faccio a resistere! Ma sono anche aderenti? Mmm, immagino…”. Qui gli ho suggerito di farsi una doccia fredda. Il tutto condito dal fatto che quest’individuo sembrava avere un debole per i ragazzi del sud in genere, e per i napoletani in particolare. Vicino Secondigliano, poi! Diceva che eravamo gente caliente e che avevamo quel tanto di violenza a letto che lo faceva arrapare (sue testuali parole “quando mi sbattono l’uccello in faccia non capisco più niente”). La discussione finì parlando di Dio (chissà perchè mi capita sempre di confrontarmi su questo argomento. L’ho trattato anche in inglese con le lettoni.) e con io che gli sottolineavo il mio dispiacere per la sua serata andata male, ma non potevo farci niente se ero etero nel DNA, e gli auguravo per l’indomani di rifarsi. Lui di rimando mi disse che ero una bella persona, che avevo occhi e mani piacenti e che anche la mia barba non era male. 2 secondi dopo che l’avevo lasciato avevo la necessità di vedere una ragazza. Ne vidi 6, un gruppo di sudamericane con i propri ragazzi; mi accovacciai sotto un monumento a portava di udito delle loro voci e mi assopì con loro che mi prendevano per culo gridando “AIUTO! AIUTO!”. Dopo 6 ore di vagabondaggio solitario (un’ora mi ero addormentato anche sul lido deserto) il mio compagno di viaggio venne a riprendermi. Beh, almeno per quella sera, avevo acchiappato…