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Notte Bianca

Due milioni di persone per le strade di Napoli sono un bel po’ di confusione, non trovate? Ieri mi sembrava di essere capitato in una delle grandi capitali europee, dove la notte è anche più viva del giorno. Metropolitana e mezzi di trasporto affollati all’inverosimile, gente di tutti i ceti sociali e di tutte le età a divertirsi insieme. Se leggerete da qualche parte di disordini o di episodi di crimilità tenete bene a mente una cosa: e cioè che chi state leggendo è uno stronzo. Perchè dare risalto a qualcosa di negativo (che anche se c’è stato – io non ho visto nulla – è risultato molto più che marginale) in una serata così bella vuol dire proprio giocare sporco (discorso a parte per i trasporti che effettivamente erano inadeguati; ma dopotutto era la prima volta, si imparerà).

Ce n’è stato per tutti i gusti; io mi sono soffermato a Piazza Dante, dove c’erano artisti del Cirque du Soleil e poi è toccato a Beppe Grillo: semplicemente grandioso! Anche se non è stato nè uno spettacolo comico nè satirico ma di diretta denuncia politica. Dopo ho girovagato per tutta la notte nel centro storico, seguendo i vari spettacoli allestiti qua e là e ballando come un pazzo dietro bande di tamburi che percorrevano avanti e indietro tutta la zona.

Nota più grottesca che malinconica è stato il fatto che, dopo aver sentito in questi giorni vari amici, ed essere convinto di aver ormai riunito più di un gruppo, mi sono ritrovato a passare buona parte della notte… da solo! E questo perchè, come un fesso (anch’io evidentemente disorganizzato), ero rimasto quasi con tutti d’accordo che mi sarei sentito telefonicamente, cosa impossibile, visto che tutte le linee erano intasate. Ma, fra una birra e l’altra, e la mischia selvaggia del ballo tribale si sono fatte presto le 3:40, ora in cui sono finalmente riuscito ad incontrarmi con una mia amica ed il suo gruppetto. Eppure questa solitudine forzata, irreale in una serata del genere, mi ha fatto un grande regalo, e cioè quello di rafforzarmi ancora di più in una mia convinzione: quella per cui, se spesso parliamo delle persone di Napoli (ma questo succede un po’ in tutto il mondo) come di un gruppo eterogeneo, formato da tante categorie distinte (i "cafoni", gli "alternativi", i "vomeresi" e così via), non è perchè siamo lontani, ma perchè non raggiungiamo mai un punto di contatto. Ieri, con quella musica di tamburi ritmica e trascinante, quel punto si è individuato e non mi sono stupito di trovarmi abbracciato a divertirmi con persone che difficilmente si può credere così vicine.

 

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Ed eccomi qui ad Agosto, solo soletto nella mia Napoli. Niente caos, niente traffico (ma quando mai? magari!), niente amici, niente uscite, niente mare, niente sole… insomma due palle!  Però non mi lamento, giorni fa c’è stata una bella uscita con la coppia dell’anno, e mi sono fatto risate che non mi facevo da tempo. Sono proprio grandi quei due! La settimana scorsa ho accompagnato una mia amica spagnola al treno, ed è stato strano e bello vedere un po’ di commozione nei suoi occhi quando ci siamo salutati, e sentire la forza del suo abbraccio: effettivamente ci sono persone che mi vogliono bene! A giorni dovrebbe venire un mio amico a stare da me, perchè non sa dove andare, visto che casa sua è occupata dagli ziii; la cosa strana è che torna da Lignano (in Friuli), viene da me, poi ritorna su e va in Croazia… mah! Intanto le mio giornate passano tra file al supermercato o alla posta (eh, che bei momenti; si potrebbe fare un film ogni giorno, sulle tante piccole cose che succedono, oppure prendendo spunto dalle espressioni delle persone) e nottate a giocare al pc. Sono fatto così: se sto in compagnia sono iperattivo, quando resto solo mi chiudo nel mio mondo, anche se ad un certo punto dico basta e me ne esco, e magari passo una di quelle serate pazze che ogni tanto mi sono capitate. Ad essere sinceri, le mi vacanze forse inizieranno la settimana prossima, quando scenderò in Puglia e, se tutto va bene, mi vedrò con una mia mica tedesca, e andrò girando per i paesini seguendo le varie manifestazioni "tarantolate", con i due di cui sopra a farmi compagnia.

E’ come se fossi in letargo, ma non mi pesa.

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Ho passato il fine settimana scorso all’università; è stata una coincidenza, ma ci ho  trovato il "Campus in Festa". Tanta gente, un po’ di alcool, musica tribale (anche la tarantella dopotutto lo è): ho passato sinceramente qualche bel momento, qualche ora spensierata, anche se non tutto è filato liscio, per colpa di ballerini un po’ troppo intrapendenti e della mia stupidità. Ora sono tornato a casa, e mi sento tutto pieno di iniziativa: ho talmente tante faccende arretrate da fare che non potete immaginare. Intanto assaporo quel senso di "normaltà" che lo stare nella propria stanza comporta, quel modo di sentirsi se non appagati almeno tranquilli nel guardare fuori dalla finestra e vedere quadri già visti milioni di volte, e che non ti sono minimamente estranei. L’afa estiva, poi, regala un silenzio magico, reso ancora più sorprendente dal fatto che qui di solito c’è sempre il rumore che la fa da padrone: non posso fare altro che sentirmi stranamente sereno.

Gli impervi percorsi della vita mi hanno fatto riavvicinare ad un amico che sentivo sempre più lontano ed estraneo, ed è stato bello notare come in ogni occasione, se la vita ti toglie qualcosa, ti dà anche qualcos’altro.

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Notte passata con stupido ammasso di cellule umane, irritante deprimente. Constato che l’amore è qualcosa di molto lontano da me, ergo mi butto nell’ennesima situazione distruttiva e che istintivamente rifiuterei: ma amo farmi del male. Ne esco come un pezzo di ghiaccio, involucro di carne senza alcuna passione interna, senza anima, senza sguardo. Occhi vitrei di chi vede sempre le stesse cose, ma non riesce ad approfondire ed a donarsi un po’ di dignità. Rifuggo spesso tutto ciò di bello che posso incontrare: mai braccia mi sono sembrate più fredde.

Chiedo perdono per come sono, chiedo perdono per come non sono, chiedo perdono per la mia viltà, chiedo perdono per la mia malinconia, chiedo perdono per la mia incapacità di "mettermi in gioco"…

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Sabato, verso le due di notte. C’è folla nei vicoli del centro, i ragazzi si divertono. Passa il gruppo sui motorini; scintille. La rissa sembra sfiorata, ma è un’illusione : incomincia un fitto lancio di bottiglie contro le persone. Tutti restano increduli da quell’esplosione improvvisa di violenza indiscriminata, ma la fuga nei bar è immediata. La gente si accalca e non crede a quello che succede, così, senza un motivo. Eppure alcuni ragazzi sono colpiti, ed uno di loro perde sangue a zampilli dalla testa. Nella calca, il bancone del bar si sporca di sangue : io sono indifferente, ma provo tanta, tanta tristezza e poca rabbia. Mi aggrappo alle mie convinzioni sul genere umano, ma è più difficile di tante altre volte. Non avevano neanche vent’anni!

Siete furenti con il mondo e con voi stessi, non avete futuro, andate in giro come anime in pena senza coscienza e senza amore eppure siete capaci di rovesciare addosso agli incolpevoli che vi si trovano intorno dubbi ed incertezze, paure, voglia di scappar via. Avete fatto piangere lacrime di amarezza ad una leggera ragazza che non ama altro che ballare e parlare con i suoi amici; cercate di avere un’ essenza mostrandovi forti, ma lo sentite dentro di voi (capirlo non potete, ma la sensazione la percepite) che il mondo non vi appartiene e la vita vi è preclusa: siete consapevoli che i vostri giorni finiranno tristemente, passati in un’esistenza vuota e lercia, che la curiosità per qualcosa di nobile e bello vi è preclusa dal vostro stesso essere, che non capirete mai cosa vuol dire essere liberi. La vostra vista dà tristezza ai miei occhi, non provo altro che pena per voi. Voi non vivrete mai. Siete già morti.

Alle luci dei lampeggianti delle forze dell’ordine, la gente si accalca vicino alla fontana. C’è qualcuno che improvvisa un po’ di musica, si balla un po’, la vita torna vittoriosa. Io bevo birra e osservo; amo chi si riappropria di sè stesso. I carabinieri e la polizia permettono di suonare e fare un bel po’ di fracasso ben dopo le due di notte. Dopo un po’, un maresciallo si avvicina gentilmente per ricordare che è meglio smettere. Il cantante si ferma e stringe la mano al sottoufficiale. La gente applaude spontaneamente. Questo è il mio mondo. E l’uomo un giorno ci vivrà, anche se non per merito mio.

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Stasera sono andato a Salerno. Sono stato a parlare 4-5 ore in macchina con F.; è una bella persona, non pensavo così bella. Mi ha dato da pensare. Finora cosa ho raccolto? Solo vento e polvere, che un soffio spazza via. Ma non ho il coraggio di fermarmi, di fare una scelta: eppure, così facendo, rischio ogni volta di perdere delle cose belle. Già ne ho perse tante, e alcune non potrò mai raggiungere; quando deciderò di scegliere?

Andare da Napoli a Salerno, è stato non solo un viaggio spaziale ma, almeno stasera, un muoversi all’interno della mia anima: essere circondato ad un certo punto da montagne imbiancate fin quasi alla loro base, è stato entusiasmante. Ho cavalcato le note della mia vita, o almeno quelle che in quel momento mi sembravano essere tali, e ne sono uscito più consapevole. Di cosa? Del mio vagare senza calma, dell’agitare questa mia persona così confusa in un turbinio di situazioni, per uscirne poi spesso frastornato, a volte arricchito, sempre e comunque solo.

Ho ancora nella mia mente i suoi occhi, e il suo puerile lisciarsi i capelli… sarà più facile, stanotte, chiudere gli occhi e sognare.

un abbraccio

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 Iniziamo con ordine: ho varie cose da dirvi, e mi sto mentalmente "arravujann"…

Mi premeva informarvi che spesso, rileggendo quello che scrivo in stati psicofisici discutibili (mi riferisco, ovviamente, al post precedente), provo un certo senso di vergogna, ma poi anche una necessità (stupida e discutibile quanto volete, ma forte) di lasciare comunque immacolato e intatto il mio "flusso di coscienza" (inteso come mio pensiero scritto a getto); per fortuna ho notato che stavolta ne sono uscito abbastanza bene!  

Fatta la precisazione (non so quanto d’obbligo), andiamo avanti. Volevo rendervi partecipi di una definizione, direi acutissima e sui generis, della Destra e della Sinistra (ovviamente riferite all’ambito politico), che ho trovato sul libro di Luciano De Crescenzo, Panta Rei (così vi ho fatto anche un’anticipazione della prossima "Supposta della notte"  . Come amo farmi pubblicità da solo! ). Tutto il libro è un immaginario dialogo tra l’autore e il filosofo greco Eraclito, e questo che ora vi riporto ne è uno stralcio:

[...]
De Crescenzo “ Con il Logos invece? ”
Eraclito “ Destra e Sinistra diventerebbero semplicemente destra e sinistra: le stesse di prima, cioè, ma scritte con la d e la s minuscola. ”
D. “ Quindi non susciterebbero emozioni? ”
E. “ Proprio così, e rappresenterebbero, rispettivamente, l’Egoismo e la Solidarietà applicati all’economia. Il primo, figlio di Eris, e la seconda, figlia di Eros. ”
D. “ Spiegati meglio.”
E. “L’Egoismo un giorno inventò il Mercato, ovvero un meccanismo spietato nel quale l’uomo, per raggiungere la vetta, è costretto a salire sulle spalle degli altri. Chi vuol sopravvivere in questo tipo di società deve aguzzare l’ingegno e non avere scrupoli. Così facendo, diventerà ricco e, senza volerlo, finirà col far diventare ricca anche la Polis. Pazienza se nella lotta cadranno i più deboli: Il Mercato non è fatto per loro. Che si arrangino altrove! ”
D. “ E questa sarebbe la Destra. Detta così non mi sembra una gran cosa! ”
E. “ E difatti non lo è. Dal polo opposto, però, si affaccia Eros, il Dio dell’Amore e della Solidarietà. Eros assiste i deboli e fa in modo che tutti abbiano il necessario per vivere. Sarà lo Stato, come una grande Mamma, a garantire uno stipendio in ogni famiglia. In un mondo siffatto l’uomo comune, in assenza d’incentivi, si adagia, diventa un parassita, e fa diventare povera anche la Polis. ”
D. “ Oddio, nemmeno la Sinistra mi sembra che ne esca bene. A sentire te, nessuno dei due modelli risolve i problemi di una comunità. ”
E. “ Tutte e due insieme sì, però [...]. [...] Così come la vedo io, la Sinistra crea la Destra nel medesimo tempo in cui la Destra crea la Sinistra, ma per ottenere la vera armonia è necessario che ci siano entrambe. ”

La discussione poi si sposta sulle figure che incarnano nella loro persona il Potere: i capi di governo. E qui escono fuori note dolenti e conosciute:

[...]
E. “ Volendo diventare primo ministro, il politico si rende conto che ha bisogno di un seguito, e che questo seguito lo può ottenere solo appropriandosi di un’Idea. ”
D. “ Tipo la Libertà, oppure il Progresso? ”
E. “ Proprio così: Libertà, Fraternità, Eguaglianza, funzionano sempre, l’una vale l’altra. Le Idee altro non sono che Grandi Pretesti da sbandierare al momento opportuno. Di solito, quelli che riscuotono più successo sono Dio, Nazione e Giustizia. Nascono così i movimenti religiosi, le spinte nazionalistiche e i partiti cosiddetti socialisti. [...] Ma i Grandi Pretesti da soli non bastano a formare un partito di massa: è necessario anche un nemico. Il popolo più è ignorante e più ha bisogno di un nemico su cui indirizzare l’odio. ”

Ora vi butto lì un termine, vediamo se vi viene in mente qualche collegamento con quanto detto poc’anzi: terrorismo. Ma anche guerra santa (volutamente in minuscolo) va bene. Quando De Crescenzo scrive "Il popolo più è ignorante e più ha bisogno di un nemico su cui indirizzare l’odio", il vostro cervello non richiama in memoria almeno un paio di nazioni??? Dopotutto anche in Italia, certi movimenti di pensiero politico (e non) attuali, per fortuna finora minoritari (ma per quanto?), sembrano dimostare il vero della suddetta affermazione; perfino il voler sempre e a tutti i costi esorcizzare il male della propria società identificandolo in figure ben definibili e combattibili (quasi sempre gli "altri", gli "stranieri", i "diversi"), ne è un chiaro quanto triste indicatore.

Per concludere, dopo tanta serietà, ecco un bel gioco a premi: nell’immagine qui linkata, quanti riferimenti riuscite a trovare con quanto detto finora??? Chi ne indovina il maggior numero vince un viaggio a Washington per parlare con il presidente Bush. Possibilità di offese verbali, con impunità garantita, inclusa nel pacchetto.

p.s.: ringrazio absinthlacasinista per avermi donato l’immagine, e vi consiglio di leggere il suo post del 23 gennaio (2005, informazione per chi  magari leggerà questo mio blog fra mille anni!), intitolato " Cosa mangerebbe Gesù?". Fra i numerosi spunti e notizie interessanti da lei pubblicati (per altro frequentemente), merita di essere citato e letto.

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 Ho acceso il computer adesso perchè volevo raccontarvi le sensazioni il più realisticamente possibile: premesso che sono ancora brillo, vi prego di comprendere quello che scriverò; non è vanteria, ma vera e propria felicità! Stasera sono uscito con l’auspicio di rivedere l’iraniana alla sua festa: la serata era cominciata male, con noi che ci attardavamo in piazza, e la noia che incalzava in me. Solo sul tardi, io e il mio grande amico U. ci decidiamo di andare al locale. Incontro l’iraniana, incontro Dany (il simpatico portoghese), ma la prima non mi interessa più: fa troppo la scema con troppi ragazzi. Ballo. Bevo. Sudo. Mi spoglio un  po’. La guardo, è bella, mi guarda, non mi guarda più… ecco di nuovo mi guarda ed io le sorrido. Se ne va. Non me ne accorgo e poi la cerco. Niente. Torno a ballare. La ritrovo e lei trova me. Ci incrociamo vicini e lei mi sorride. Le do a parlare.  Mi sorride. E’ francese è si chiama S. Dopo un po’ ci baciamo. Balliamo. Ci baciamo. Balliamo. Andiamo a bere e dice che le piaccio molto. Mio Dio come profuma, com’è bella e com’è solare! La sua pelle è un richiamo della natura, e il suo italiano francesizzato è un continuo solleticare i sensi… come mi piace!

Mi sento da Dio: che questo sia l’anno mio? E’ iniziato sotto i migliori auspici (4 ragazze dall’inizio di gennaio e un 28), 2 giorni che ricorderò per tutta la vita: il 18 e stanotte; emozioni che non vivevo da tempo con M., il mio cuore si è leggermente aperto… passione massima con S.,  stasera sono molto felice, ve lo dico perchè è giusto così, visto che spesso vi racconto i miei momenti tristi e paranoici… sono tornato a casa ascoltando la musica magica degli AC/DC, le ruote puzzavano di bruciato… ragazzi, credetemi, si è così felici poche volte nella vita: forse io non lo sono mai stato a questi livelli, e voglio imprimermi bene in mente questa serata. La vita, per me, è cominciata.

Vi voglio bene a tutti, se adesso mi sento così, è anche merito vostro. Sapete, la felicità è sì fatta di attimi, ma la si costruisce anche attimo per attimo. E nel costruire la mia attuale (effimera quanto volete, ma per ora forte e godibile), avete contribuito tutti voi, giorno per giorno.

Grazie di cuore.

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Stasera sono quindi uscito, ma non era una festa: siamo andati a ballare in un locale. La compagnia, premesso che conoscevo solo il mio amico, era così  assortita: un senegalese, un ragazzo del congo, una dell’azerbajan(scusatemi ma ho sonno e non controllo come si scrive)/iran, una tedesca, due giapponesi, una della transilvania, uno della sicilia e uno della puglia… per omettere l’incontro con il simpatico Dani, amico portoghese di Salerno, e con le sue amiche: la francese Marianne e l’indiana non mi  ricordo come. Se non si fosse capito è stata la serata dell’internazionalità! Io me ne sono andato un po’ prima perchè ho accompagnato le due giapponesi a casa, ma nonostante questo ho fatto tardissimo ed ora sto scrivendo.

Concludendo: le giapponesi erano carine, ma una sopratutto; l’iraniana è fenomenale (ho il numero di telefono e mi farò sentire, dovesse cascare il mondo!), anche l’indiana mi piaceva un po’, però ci ho parlato pochissimo. Mi sa che tornerò volentieri in quel locale!

Buonanotte a tutti, carissimi lettori

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Meditazioni profonde di un giovane in crisi (non d’astinenza, maligni!!!)

Ho conosciuto un paio di giorni fa una ragazza ad una festa: io ero abbastanza “allegretto”, però mi sembra di ricordare che, a fronte di un viso non proprio perfetto, avesse un paio di seni che facevano rivoltare la milza e tutto l’apparato digerente unito a quello urogenitale; alcuni miei amici però mi hanno detto che era brutta, e finanche il mio fidato Mosè, con il quale spesso ci intendiamo a gusti. Mah! Son dubbioso, perchè ora questa mi sta abbuffando di squilli (non ne capisco il senso, vuole essere chiamata?O cazz!) e, se hanno ragione loro, un’uscita con lei mi si potrebbe rivoltare contro… Mmm (sto pensando)… vabbè vorrà dire che la debbo per forza rivedere, visto che solo così posso togliermi il dubbio!Però non domani. Ho deciso.

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