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Se qualcuno se l’è persa, ecco la puntata di Report che tratta dell’inquinamento del suolo in Campania:

http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E64834,00.html

Stanotte invece di dormire come un deficiente mi sono messo a leggere la storia di Napoli e di Nizza (grazie Wikipedia!), oltre a vedere il suddetto filmato. Che dire, è stata una cazzata, ho fatto tardi un po’ inutilmente, però ho ribadito come la mia città abbia una storia da far paura, da vera capitale, mentre la città dove mi trovo in questo senso ne perde di punti. E’ bello ogni tanto ricordarsi quante potenzialità (ancora non espresse del tutto, anzi…) abbia il posto dove si è nati. Ciao Napoli, a presto!

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I ragazzi dello zoo di Scampia

Titolo veramente autorevole quello del servizio di stasera di "Tv7"; immancabilmente ha catturato la mia attenzione. Mi aspettavo la solita carrellata di motivi triti e ritriti, invece è stato un esempio di giornalismo d’elitè. L’intervistatrice si è avventurata nel cuore della 167, rivolgendo domande a bambini, tutt’altro che predisposti a rispondere, con un piglio ed una decisione ammirevoli (poi non si è mai scaduti nel folkloristico che tanto mi è ostico); allo stesso modo ha rivolto domande umanamente e sociologicamente interessanti ai drogati che vivono accampati fra i palazzoni della zona (perchè qui costa meno qualsiasi tipo di stupefacente), senza mai cedere ad uno scontato pietismo. Se si lavorasse sempre così nei mezzi di informazione, ci si farebbe un quadro della "situazione – Napoli" molto più rispondente al vero, ma chissà se mai ci arriveremo.

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Meritiamo di più

Che bel titolo che hanno scelto quelli di Primo Piano per un bel servizio su Napoli; è un po’ la solita storia del giornalista che viene a fotografare gli animali nel loro habitat naturale, ma qui il tutto è stato dipinto a tinte più forti e con intervistati all’altezza: per intenderci,  non si è chiesto alla "vasciajola" come risolvere i problemi di Napoli. Vari scorci di Scampia, in cui si è dato finalmente voce alla parte per bene, la maggioranza, della zona: la famiglia di un avvocato, bambini che vanno a scuola (almeno un po’, da come hanno parlato), alcuni attori che hanno recitato nel film "Vento di terra", che appunto trattava della situazione nel quartiere e simili. Se son convinto che questi servizi abbiano come fine sopratutto quello di mostrare il disagio sociale come intrattenimento per gli spettatori, d’altra parte credo che senza l’aiuto dei media qui le cose non cambierebbero mai, perchè da nessun’altra parte giungono spinte sistematrici: nè dai napoletani stessi, troppo avvezzi a lasciar correre e all’idea che è inutile sforzarsi che tanto nulla cambierà, nè dallo Stato, eterno assente in questa città. E’ la prima volta che ritrovo la realtà di Napoli, come la vedo io, in un servizio TV, eppure ne sono stati fatti tanti; effettivamente RaiTre è un mondo a parte.

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