Tagged with treno

Treno regionale 3710 Pisciotta/Palinuro – Napoli Centrale

Credo di aver inseguito un sogno sbagliato negli ultimi anni della mia vita, ed ora che l’ho capito sono come una foglia trasportata dalla bora. Urge una decisione, ma nella mia testa tutto è confuso, spesso mi rifugio nella narcosi dei neuroni e tutto va bene. Qualche passione l’ho sempre avuta, ma adesso come adesso mi rendo conto di non averne più, perchè quelle passate sono perse o irragiungibili, e di nuove sorte a sostituirle non ne sono uscite. Forse ho perso la mia identità; devo tornare indietro ed imboccare l’altra strada. Ho parlato di Asimov, di mondi possibili, di universi paralleli e di "spazi finiti in tempi infiniti" con una ragazza tutta la notte, e questo non deve avermi fatto bene; è come se avessi aperto una porta su me stesso per qualche ora, per poi richiuderla nuovamente appena sveglio il giorno dopo. NARCOSI. Urge narcosi. Vado.

Contrassegnato da tag , ,

Purtroppo, attimi

In un terrificante viaggio di due ore in treno, da condizioni di terzo mondo, con il sudore appicicaticcio su tutto il corpo e la gente che si accalca alle tue spalle e tu che non riesci neanche a mantenerti in piedi per l’impossibilità di trovare spazio sufficiente, puoi scoprire preziosità che non credevi. Già di per sè, parlare con i tuoi sfortunati compagni di viaggio è l’attività preferita; ma poi, notare che lì in mezzo c’è qualcosa di particolare, beh, questo non sempre accade. Noti sguardi compiacenti, volontà di conoscersi, e allora ti lanci nel dialogo, magari usando come mezzo la musica che lei sta ascoltando: già prima avevi notato una certa nobiltà nei suoi lineamenti, qualcosa che sconfina in una fascinazione tutta particolare (forse dovuta al suo modo tutto femminile di muovere gli occhi e guardare), però non credevi che fosse una persona tanto interessante ed accattivante, nonostante abbia appena finito il quarto liceo. Conoscendone l’età, provi un po’ di rammarico, però poi ti dici " e va beh, almeno parliamo"; vai avanti, e ne vieni rapito. Intelligente, carina, ama la storia e la filosofia, vuole studiare lettere a Bologna; per non parlare poi delle affinità musicali. Tutto questo fa volare quel po’ di tempo che manca all’arrivo: il treno si ferma, e tutti scendiamo, percorrendo i metri che ci separano da un probabile addio nella affannosa ricerca di argomenti che poi possano portare ad un prolungamento della nostra conoscenza, ma non accade nulla. All’ultimo momento, nessuno ha il coraggio di osare quel tanto che basta, di chiedere un numero, e così le strade si dividono, lasciando una sensazione antipatica: la consapevolezza di aver probabilmente perso qualcosa di bello, in uno degli infiniti percorsi in cui le nostre giornate si dividono.

Auguri per i tuoi studi, Valeria. 

Contrassegnato da tag , ,
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.