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Santander /2

A me piace il freddo, l’aria pungente, frizzantina, che ti taglia la faccia; la sensazione di guardare l’Oceano, il silenzio che ti attornia, il cielo di un colore azzurino primaverile, svegliarmi in una stanza piena di luce, con la veduta della cattedrale alla finestra e il volo gridato dei gabbiani. Adoro passeggiare per strade piene di gente, non capire quasi nulla di quello che mi si dice intorno, guardare divertito insegne di ristoranti italiani gestiti da spagnoli. Mi gusta molto lasciarmi trasportare dalla voce di qualcuno che mi racconta aneddoti del luogo, che mi spiega questa o quella particolarità, che mi mostra il "Palazzo della Magdalena", situato in una sorta di piccolissima penisola, quasi a strapiombo sul mare; restare fisso e muto in uno sguardo ironico nell’ammirare pinguini mai così teneri e buffi (che forse pensano la stessa cosa di me, almeno guardando la loro espressione degli occhi). Desidero andare a ballare in posti simpatici, dove anche la musica è simpatica (nonostante i miei dubbi iniziali sulla musica spagnola), fare figure di merda ed altre un po’ meno di merda. Sopratutto amo sentirmi me stesso, ed io sono me stesso quando mi trovo ad una festa con una birra in mano (forse più di una, e non solo birra), quando mi abbraccio e ballo con una ragazza, quando ho il piacere (provato più di una volta) di stare con una persona, con un amico, con un conoscente; sono me quando la notte, anzi la mattina presto, non voglio tornare a casa finchè il sonno non mi stende, quando ho i piedi che mi fanno male e puzzano per il troppo stare in piedi e camminare, quando telefono in Italia (o ci provo) a qualcuno a cui voglio bene, quando vengo rapito da una persona che ho visto si e no per 2 giorni. Vorrei sempre trovarmi in situazioni in cui possa parlare, o provare a parlare, in più lingue diverse, in cui possa essere orgoglioso della mia nazionalità; darei sempre non so cosa per poter sentire la stretta di mano sincera, o la pacca amichevole sulla spalla, di un fratello nato altrove, magari qualche migliaio di chilometri più in là.

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Santander /1 – Italiani brava gente

Ad U.

Ok, Santander. Sono tornato, però è un po’ un peccato, perchè noi italiani siamo bella gente, sul serio, ma quando siamo in Italia non ce ne rendiamo conto. Siamo allegri, amichevoli, prorompenti come nessun altro, ma troppo impegnati a sputarci addosso. Perchè siamo italiani e non affolliamo i cinema per vedere Pasolini e invece poi alla fine possiamo essere pasoliniani anche guardando un cielo e riflettendo sul perchè quelli del nord sono così bravi a sfruttare le cose e noi no. O semplicemente dicendo ad una ragazza che non deve piangere, perchè due occhi come quelli non devono farlo. E’ stato bello girare la città, provare la gentilezza e squisitezza delle persone che ci hanno ospitato, farsi un’idea di tante situazioni che in Spagna ci sono e che io non conoscevo, pensare per qualche giorno di poter trasferire tanta vitalità anche nel proprio quotidiano, dove non manca niente per sentirsi in uguale maniera, se non la volontà. Vivere per le strade che ti hanno visto crescere spesso ti incupisce, ti sovrasta, fa in modo che tu non riesca a staccarti dalle situazioni più  brutte, anzi, sembri quasi un polpo che va proprio ad attaccarsi laddove c’è più marciume, per stare sempre peggio, e pensare che la vita è una merda. Ricordiamoci di quello che siamo, delle nostre qualità, ricordiamoci delle nostre particolarità, di come parliamo, di come guardiamo, di come siamo soliti atteggiare le mani per dire questa o quella cosa; osserviamoci mentre abbassiamo lo sguardo intimiditi, o mentre ci infuriamo per qualsiasi motivo. In quei momenti siamo noi, e nessun ci può portar via questo; nello stesso tempo, nessun ci può impedire di farci entrare la vita dentro e farla esplodere al di fuori, coinvolgendo anche tutto il grigiume che c’è.

Grazie Giovanni per aver scelto di condividere questa esperienza con me, sei un amico.

 

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Domani, partenza alle 11:05, vado in Spagna (a Santander) con l’amico artax. Ci si vede la settimana prossima. Un saluto a tutti!

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A proposito della serata spagnola, volevo rendervi partecipi di questo commento da me fatto sul blog di un altro amico che vi invito ad andare a trovare spesso (trovate il link fra gli amici), il buon Boston (attualmente) da Roma. Approfitto per salutarlo con affetto!


” ciao Marco, sono quello nominato in questo post! :-) volevo renderti partecipe degli ultimi avvenimenti (in breve) accaduti alla nostra simpatica amica detta “El Cuoppo”: ieri sera, a Salerno, in un locale vicino largo Campo che se non sbaglio si chiamava Mas o qualcosa del genere, ci è stato il tentativo più esplicito di abbordaggio nei miei confronti compiuto da una donna: si hai capito bene, lei!!! In pratica ha più volte orchestrato strane manovre per circuirmi come, ad esempio, quando mi sono ritrovato abbracciato da un suo amico spagnolo (che non ho mai conosciuto!) il quale mi invitata ad entrare nel ballo con lui, Almù (quella di Roberto) e “El Cuoppo”…marò! Poi dopo mi sono ritrovato da solo, ripeto, da solo, con lei in mezzo alla gente ed è stato il momento di massimo imbarazzo, perchè lei mi guardava con quegli occhioni vogliosi (ovviamente i suoi… e non sto scherzando!) e io non riuscivo neanche a fare il simpatico e ad uscirmene brillantemente. Così ho preso e le ho dato un paccherino in fronte, giusto per fare qualcosa; lei ha risposto e mi ha sganciato un paccherone esagerato in pieno occhio destro, accecandomi momentaneamente: sono seguiti momenti di panico in cui io cercavo di sorridere e nello stesso tempo mi mantenevo l’occhio e lei mi prendeva le mani fra le sue o mi accarezzava la faccia! comunque, per fortuna, è giunto un suo amico che le ha dato da parlare per qualche secondo, ed io ne ho approfittato per eclissarmi rapido rifugiandomi in un gruppetto di italiani conosciuti poc’anzi: siccome c’era una ragazza non fidanzata, e per giunta con due zizze toste che non ti dico, dopo averle raccontato la mia triste storia di esule volontario le ho chiesto se voleva ballare con me per salvarmi, e lei ha accettato; mentre si ballava “El Cuoppo” guardava ed io dicevo alla mia partner ballerina “Dai, sorridi per favore! Fai vedere che ti diverti” oppure “Stringimi un po’, fai vedere che sei trasportata dal ballo”. Così mi salvai… (e passai pure un bel quarto d’ora di strusciamienti. ;-) )

p.s.: grazie per la “nomina” nel tuo blog! “

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Spanish Party

Venerdì scorso si è stati a casa di un nostro amico spagnolo, Pablo, il quale somiglia moltissimo a Tom Cruise, specialmente di profilo (le ragazze sono avvisate!). A parte questo aspetto estetico, è molto simpatico e non credo di sbagliare nel definirlo un “personaggio ben riuscito”. L’appartamento spagnolo dove si è andati è molto bello, perché sito in uno degli ultimi piani di un palazzo sul corso principale di Salerno (mi sembra si chiami Corso Vittorio Emanuele). La festa non era nulla di eccezionale, ma c’era molta gente e soprattutto molte ragazze di varia nazionalità. E quindi di bellezze differenti. Io mi sono intestardito a provarci con una spagnola, e finché non l’avessi fatto avevo deciso di lasciar perdere qualsiasi altra ragazza della compagnia (almeno per quella sera…;-) ). Sul tardi sono riuscito a ritagliarmi un momento ottimale e le ho detto il mio pensiero di lei: sei carina, i tuoi occhi mi piacciono un sacco, hai uno sguardo dolce e così via. Dov’è la novità? Nel fatto che non erano parole buttate lì a caso, ma sensazioni che provavo realmente! Ho provato anche a baciarla, ma senza esagerare, perché non volevo rovinare quel velo di magia che si era creato fra di noi. Così l’appuntamento con la verità è stato rimandato in illo tempore…cioè probabilmente questa settimana.


 


P.S. : altra soddisfazione è stata conoscere finalmente una ragazza che ho sempre trovato carina e che osservavo di nascosto già dai primi tempi all’università: quando ho visto che stava per rincasare con le due amiche, l’ho rincorsa, l’ho fatta fermare, e anche a lei ho detto ciò che pensavo cioè semplicemente “sei molto carina, ora che ti ho conosciuto finalmente te l’ho potuto dire, era un sacco di tempo che volevo farlo”. L’ho imbarazzata ma questo l’ha resa ancora più bella. Speriamo di rivederci ai corsi.

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