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La gente scende in strada

 Luogo dell'agguatoBah, sarà retorica, saranno gesti inutili, sarà momentaneo, ma vedere la gente del mio quartiere che  scende per le strade, che passa proprio sul luogo dove oggi è successo l’altro agguato di camorra (vedi anche post precedente), con le candele accese, è bellissimo. Tanta gente, come non ne ho mai visto neanche per le processioni religiose. Tutti gridavano il nome di "Attilio", vittima innocente di 29 anni della camorra, uccisa sempre qui dalle parti mie. E’ stato un flusso silenzioso, intervallato solo dal grido forte di tutti per ricordare il ragazzo, e dai minuti di applausi dedicati a lui.

Tutto ciò non è niente? Non credo. Vedere gente che incitava altra gente a uscire per strada e a gridare tutto il proprio sdegno, non è "niente". Vedere un uomo salire su un muretto ed alzarsi in piedi, in bella vista, per applaudire, non è "niente". E sopratutto fare tutto questo in un quartiere  sostanzialmente povero, dove la camorra comanda, e dove a dispetto della gran quantità di brava gente, i privilegati sono pochi (la mia famiglia è fra questi) è un atto importante, è il modo di annunciare all’ opinione pubblica che qui, in queste zone e a Napoli tutta, la brava gente c’è, ed è la maggioranza: provate a guardare una di queste manifestazioni, e dite il contrario.

Vi lascio con una riflessione: nella vostra vita, tutti voi che tantissime volte parlate di "connivenza della gente del sud con la malavita", "di gente che non sa ribellarsi", avete mai fatto un gesto di coraggio come questo? Avete mai fatto parte di gruppi di gente con palle del genere (da cui anch’io, con rammarico, non posso che prendere le distanze perchè non all’altezza)? E’ sempre facile parlare, quando i fatti non si conoscono e quando non si vivono le esperienze sulla propria pelle.

Buon sabato a tutti

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Cronaca e giornalismo

 Visto che ultimamente vi sto ammorbando con vicende riguardanti la mia vita privata (non me ne vogliate!), le quali non credo vi possano interessare più di tanto, eccovi un po’ di cronaca, raccontata dal punto di vista dell’uomo comune, che ne è testimone più o meno diretto (non propriamente oculare, direi) :

Si sta per mangiare, mia madre mi grida che se non mi sbrigo si fa freddo, tutti sono riuniti a tavola, manco solo io. Mi lavo le mani ed entro in cucina. I piatti non sono ancora a tavola. Da fuori si sente distintamente un rumore di botte, di fuochi d’artificio, tipo trick track. Non potendo stare zitto (come mio solito), esclamo "ua, il freddo a fatt insallanì a’ gent, si pensan e essere a capodanno"; mio fratello fa un sorrisetto. Dopo manco 5 minuti, arrivano di corsa auto della polizia e carabinieri sulla strada vicino casa mia; arriva anche un’ambulanza che subito riparte, di corsa. La strada è chiusa al traffico in 10 minuti. Non vedo il luogo dell’accaduto perchè ho una inferriata davanti che mi ostruisce la visuale. Cos’è accaduto? Mah, ci affacciamo alla finestra (come ogni buon napoletano quando accade qualcosa), ma non c’è nessuno a cui chiedere: cazzo, sono le 15 passate da poco, la gente sta a mangiare. Non ci va di andare a vedere, fa freddo, e poi c’è il piatto caldo a tavola. Si aspetta e dopo un po’ ci basta aprire la finestra per far entrare in casa le voci dei vicini "hanno sparato sotto a’ casa ro’ Ziariell (è un palazzo che è indicato con questo nome, perchè vi abitava una persona chiamata così, molto conosciuta)" "hai capit a chi hanno pigliat (preso)?"  "O figl e Totore (e dicendo questo, la mia vicina fa un segno con la testa indicatore a suo marito, per intendere la fama non proprio di brav’uomo che aveva questa persona)". In definitiva, hanno ucciso un uomo e ferito suo nipote piccolino, qui sopra, a via Lazio. E’ arrivata una macchina con alcune persone a bordo a tutta velocità che ha aperto il fuoco.

Ora le mie considerazioni sono due:
1) Perchè i fabbricanti di armi non rendono il rumore dello sparo riconoscibile e non simile ad un trick track (un’altra volta ho sentito solo un semplice sibilo)? Cazzo, la povera gente come me che deve fare per capire subito che hanno sparato? Posso ogni volta perdere tempo ad aprire la finestra, acoltare, prendere freddo? E che cazzo!

2) E’ strano vedere condensata la vicenda che in un certo senso si è conosciuta in prima persona, sulle pagine di Televideo con la scritta "Nuovo agguato a Napoli, vicino al rione Scampia: un morto ed un ferito". In un rigo e mezzo ci sono tante sensazioni  e persone che dai più non saranno mai conosciute. Come dire, la notizia ridiventa vera e pregnante quando la si vive, mentre è banale quando ne si viene a conoscenza attraverso gli organi di "dis-informazione". Penso a tutte le volte che leggo le notizie dal’Iraq o dal Medio Oriente, di attentati e morti ammazzatti e dico "un altro, come al solito e… dov’è la notizia?". Adesso mi immagino le moltitudini che vedranno riportato l’agguato ai Tg, storcere il naso, pensare "si stanno uccidendo come pazzi, ma quando finiranno? Si risolverà tutto solo quando avrà vinto una delle fazioni. I napoletani in un certo senso meritano questa situazione, perchè non si ribellano, ormai sono gente assuefatta alla malavita" e altre banalità del genere.

E’ una conferma del fatto che la apersonalità e ripetività dell’informazione di cronaca ci renda indifferenti e quasi annoiati alle notizie, anche le più crude, rifandocele vivere in tutta la loro drammaticità solo quando ci vengono a toccare più da vicino. E’ anche questo il sintomo di una società sempre più aliena nei confronti delle sofferenze altrui, dove la morte non è neanche tanto più notizia (dopotutto quando lo è stata? Homo homini lupus!) quanto spettacolo; per non parlare della comodità di raccontare sempre e solo "finti eventi", cioè notizie che in realtà non sono tali, ma hanno la caratteristica di riempire di nulla il tg o il quotidiano, lasciando la sensazione di essersi informati, mentre non si parla di politica (o lo si fa per le futili polemiche) e delle tante storie "scabrose" di sfruttamento e miseria nel mondo, in cui sono implicati sempre di più i nostri cari paesi occidentali (l’Italia è il primo paese produttore di mine anti-uomo). E’ un sistema che mi fa sinceramente schifo, e che esiste da parecchio, e non è certo un merito solo del caro Berlusca. E’ anche per questo che non ho più molta stima dei giornalisti: da quando vedo in Tv quei mezzibusti sorridenti che non fanno una piega nel confezionare i cosidetti "panini" per favovire l’operato del governo, oppure danno come notizia l’esser riusciti a contattare via telefonica un automobilista rimasto intrappolato sull’A3, che racconta in diretta la sua vicenda (quanto spazio si è dato a questa storia? Quasi quanto lo Tsnunami, credo!), come posso ammirare una categoria di lecchini e sciacalli?

Mi perdonino i professionisti seri e bravi, e che magari rischiano anche il posto e molto di più per fare inchieste e indagini, ma poichè i più famosi della categoria sono purtroppo anche i meno sopportabili, i più bravi servitori di qualsiasi potente della nazione, è inevitabile una ricaduta negativa su tutta la professione! Non so ancora per quanto la gente si farà prendere per culo o sopporterà il far finta di farsi prendere per culo.

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 Oggi è giornata di rivelazioni, mi sa. Poco fa ho ascoltato il TgR alla TV ( a proposito: si ascolta o si guarda?); prima notizia l’arresto di sei camorristi a Casavatore, arresto che si va a collocare nell’ambito dell’operazione contro la guerra di camorra attualmente in atto. Bene, dopo questo servizio, ne parte un altro che comincia con il mostare una mappa della città, divisa in quartieri, e per ognuno di questi il nome della famiglia camorrista della zona: ho così scoperto che a Miano, da me, ci sono i Licciardi, ma non è finita qui. Dopo qualche secondo partono immagini del mio quartiere: la piazzetta, la chiesa, i vicoli della parte vecchia. Ma sopratutto le voci della gente; gente che parla, non dice nulla di nuovo, nulla di non scontato, ma forse perchè è gente così vicina a me (anche se nello stesso tempo così distante), che le loro parole mi colpiscono… "I ragazzi a 12 anni qua già non vanno più a scuola, e che devono fare?Non hai scelta, o finisci a farti massacrare di lavoro 12 ore al giorno, o in mano a qualche signore camorrista. Che ci vorrebbe a creare un campetto qua sopra da noi, dove poter stare?"; la cosa che più mi colpisce è che, anche se abilmente camuffati, sono ragazzi che parlano, giovani come me; gente semplice, che ha difficoltà anche con l’italiano, ma che riesce a dire quello che pensa più che dignitosamente. Intervistato poi il mio simpatico parroco (ha quella tipica faccia dei sacerdoti di frontiera con le palle: rotondetta, gioviale, sveglia ma pronta a diventare dura e inflessibile; e anche qui ci sarebbe da parlare sui - spesso tartassati di critiche – preti, che solo l’unico baluardo dello stato in questi territori; e ci vogliono palle immense per farlo. Palle che per averle bisogna esserci nato), va dritto al sodo, senza tanti giri di parole " qui c’è il 60% di disoccupazione…"

A chi non può procurarsi il pane, bene simbolicamente primario per eccellenza, (ma oggi anche la televisione è bene primario), come si può chiedere di comprende un concetto astratto come "giusto" o "sbagliato"? E’ difficile classificare gli atti umani secondo questo criterio: e quando il cervello è in panne, perchè non pensa ad altro che a come ottenere del fottutissimo denaro per campa’, beh, a certi problemi non si rivolge proprio…

Il lavoro e l’istruzione sono l’unica salvezza di Napoli

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