Visto che ultimamente vi sto ammorbando con vicende riguardanti la mia vita privata (non me ne vogliate!), le quali non credo vi possano interessare più di tanto, eccovi un po’ di cronaca, raccontata dal punto di vista dell’uomo comune, che ne è testimone più o meno diretto (non propriamente oculare, direi) :
Si sta per mangiare, mia madre mi grida che se non mi sbrigo si fa freddo, tutti sono riuniti a tavola, manco solo io. Mi lavo le mani ed entro in cucina. I piatti non sono ancora a tavola. Da fuori si sente distintamente un rumore di botte, di fuochi d’artificio, tipo trick track. Non potendo stare zitto (come mio solito), esclamo "ua, il freddo a fatt insallanì a’ gent, si pensan e essere a capodanno"; mio fratello fa un sorrisetto. Dopo manco 5 minuti, arrivano di corsa auto della polizia e carabinieri sulla strada vicino casa mia; arriva anche un’ambulanza che subito riparte, di corsa. La strada è chiusa al traffico in 10 minuti. Non vedo il luogo dell’accaduto perchè ho una inferriata davanti che mi ostruisce la visuale. Cos’è accaduto? Mah, ci affacciamo alla finestra (come ogni buon napoletano quando accade qualcosa), ma non c’è nessuno a cui chiedere: cazzo, sono le 15 passate da poco, la gente sta a mangiare. Non ci va di andare a vedere, fa freddo, e poi c’è il piatto caldo a tavola. Si aspetta e dopo un po’ ci basta aprire la finestra per far entrare in casa le voci dei vicini "hanno sparato sotto a’ casa ro’ Ziariell (è un palazzo che è indicato con questo nome, perchè vi abitava una persona chiamata così, molto conosciuta)" "hai capit a chi hanno pigliat (preso)?" "O figl e Totore (e dicendo questo, la mia vicina fa un segno con la testa indicatore a suo marito, per intendere la fama non proprio di brav’uomo che aveva questa persona)". In definitiva, hanno ucciso un uomo e ferito suo nipote piccolino, qui sopra, a via Lazio. E’ arrivata una macchina con alcune persone a bordo a tutta velocità che ha aperto il fuoco.
Ora le mie considerazioni sono due:
1) Perchè i fabbricanti di armi non rendono il rumore dello sparo riconoscibile e non simile ad un trick track (un’altra volta ho sentito solo un semplice sibilo)? Cazzo, la povera gente come me che deve fare per capire subito che hanno sparato? Posso ogni volta perdere tempo ad aprire la finestra, acoltare, prendere freddo? E che cazzo!
2) E’ strano vedere condensata la vicenda che in un certo senso si è conosciuta in prima persona, sulle pagine di Televideo con la scritta "Nuovo agguato a Napoli, vicino al rione Scampia: un morto ed un ferito". In un rigo e mezzo ci sono tante sensazioni e persone che dai più non saranno mai conosciute. Come dire, la notizia ridiventa vera e pregnante quando la si vive, mentre è banale quando ne si viene a conoscenza attraverso gli organi di "dis-informazione". Penso a tutte le volte che leggo le notizie dal’Iraq o dal Medio Oriente, di attentati e morti ammazzatti e dico "un altro, come al solito e… dov’è la notizia?". Adesso mi immagino le moltitudini che vedranno riportato l’agguato ai Tg, storcere il naso, pensare "si stanno uccidendo come pazzi, ma quando finiranno? Si risolverà tutto solo quando avrà vinto una delle fazioni. I napoletani in un certo senso meritano questa situazione, perchè non si ribellano, ormai sono gente assuefatta alla malavita" e altre banalità del genere.
E’ una conferma del fatto che la apersonalità e ripetività dell’informazione di cronaca ci renda indifferenti e quasi annoiati alle notizie, anche le più crude, rifandocele vivere in tutta la loro drammaticità solo quando ci vengono a toccare più da vicino. E’ anche questo il sintomo di una società sempre più aliena nei confronti delle sofferenze altrui, dove la morte non è neanche tanto più notizia (dopotutto quando lo è stata? Homo homini lupus!) quanto spettacolo; per non parlare della comodità di raccontare sempre e solo "finti eventi", cioè notizie che in realtà non sono tali, ma hanno la caratteristica di riempire di nulla il tg o il quotidiano, lasciando la sensazione di essersi informati, mentre non si parla di politica (o lo si fa per le futili polemiche) e delle tante storie "scabrose" di sfruttamento e miseria nel mondo, in cui sono implicati sempre di più i nostri cari paesi occidentali (l’Italia è il primo paese produttore di mine anti-uomo). E’ un sistema che mi fa sinceramente schifo, e che esiste da parecchio, e non è certo un merito solo del caro Berlusca. E’ anche per questo che non ho più molta stima dei giornalisti: da quando vedo in Tv quei mezzibusti sorridenti che non fanno una piega nel confezionare i cosidetti "panini" per favovire l’operato del governo, oppure danno come notizia l’esser riusciti a contattare via telefonica un automobilista rimasto intrappolato sull’A3, che racconta in diretta la sua vicenda (quanto spazio si è dato a questa storia? Quasi quanto lo Tsnunami, credo!), come posso ammirare una categoria di lecchini e sciacalli?
Mi perdonino i professionisti seri e bravi, e che magari rischiano anche il posto e molto di più per fare inchieste e indagini, ma poichè i più famosi della categoria sono purtroppo anche i meno sopportabili, i più bravi servitori di qualsiasi potente della nazione, è inevitabile una ricaduta negativa su tutta la professione! Non so ancora per quanto la gente si farà prendere per culo o sopporterà il far finta di farsi prendere per culo.