Stasera a Presa Diretta, il gran programma di Iacona che ci delizia ogni domenica con reportage e servizi dall’Italia intera, sono rimasto colpito dalla singolarità di alcuni nostri concittadini italiani: individui solitari che nello sfacelo del Paese lottano per salvaguardare il loro territorio e lo fanno con una sorta di tenacia bonaria, rassegnazione ardita, accondiscendenza verso il destino che rema contro; ma non mollano. Sono lì in Calabria che mostrano il disastro edilizio di amministrazioni che permettono la costruzione sotto colline franose, in Emilia Romagna che, agricoltori circondati da fabbriche e palazzine residenziali (immancabilmente sfitte), giurano di non abbandonare la terra dove sono nati, in Molise dove un importantissimo ritrovamento preistorico è dimenticato da tutte le istituzioni ma non dal coraggioso e vero sovrintendente locale. Grazie a loro, ed a loro modo di raccontare le difficoltà in cui operano, ho provato non più solo miseria, ma un felice impasto di amarezza e soddisfazione, un’accettazione non passiva; un accenno di luce in questo mio cammino così facile e nello stesso tempo così imprescrutabile. Viva l’Italia?
Bah, sarà retorica, saranno gesti inutili, sarà momentaneo, ma vedere la gente del mio quartiere che scende per le strade, che passa proprio sul luogo dove oggi è successo l’altro