Filed under stupitudine

Trip

[...]Il fisico Vlatko Vedral ha tuttavia avanzato la supposizione che l’origine della massa delle particelle sia dovuta all’entanglement quantistico tra i bosoni, analogamente a quanto espresso dalla sua teoria sull’effetto Meissner nei superconduttori da parte degli elettroni entangled. Vari altri ipotetici modelli fisici, tra cui il modello dinamico della superunificazione e del dualismo onda-particella elaborato dal fisico Alex Kaivarainen dell’Università di Turku in Finlandia, parimenti rifiutano implicitamente l’esistenza del bosone di Higgs[...].

(tratto da Wikipedia.it)

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Banalità notturne

Deserto cosa? Tutto o niente, la mia vita, il futuro, il passato? Non c’è nessuno qui che può dirlo. Il cielo è notturno, ma perchè? L’alba l’ho già vissuta, palpitazioni immense dentro di me… quanti anni ancora? Si cambia tutto, ma si resta sempre sè stessi, non c’è alternativa, non si può fuggire; anzi, si rischia di ripercorrere vie già vissute… voglio bene a tutti e a nessuno, sono un buon amico e niente più, la ricerca non è finita come la voglia di chiedere perdono, voglio stare qui e altrove, la musica mi deve assordare, l’alcool ottenebrare, così da non sentire il mio cuore… c’è chi è nato in un modo, chi in un altro, chi sbaglia sempre, chi è sempre nel giusto; amo il mondo, ma non me stesso. Dolore fisico e morale, corpo in decadenza, cercasi vie di fuga possibili.

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Milan – Napoli:5-2…

Non sono per niente d’accordo su tutto il casino che sta accadendo o, per meglio dire, montando ad arte per la visita del Papa alla Sapienza: per dirla alla francese, la vedo una grande stronzata. I 67 professori "NO VAT", redattori della lettera in cui esprimono il loro disaccordo per la venuta del Papa, sono stati ben chiari: il loro disappunto è dovuto all’infelice invito del rettore, che gradirebbe la presenza del Santo Padre all’inaugurazione dell’anno accademico; ciò comporterebbe, sempre secondo i 67 docenti, una inappropriata presenza religiosa, in un contesto accademico dove la laicità dell’insegnamento e della ricerca ne sono la ricchezza (o almeno così dovrebbe essere). Non ci sarebbe alcun problema se il Papa decidesse di venire in un’altra data, nel nome di quella stupenda ricchezza umana che è il dialogo ed il confronto, anche con individui diametralmente opposti a noi, per ideologie e certezze. Di tutto ciò, di questo dissendo civile, ben strutturato ed informato, nell’esposizione mediatica non è rimasto nulla: quivi da un lato troviamo gli "anticlericali", mangiapreti comunisti in combutta con giovani miei colleghi universitari, desiderosi di dimostrare di avere sempre ragione, mai persi in un dubbio, certi di sbandierare la bandiera della verità; dall’altro gli ipocriti, per politica o per fede, difensori del trinomio Dio, Patria, Famiglia, assertori dell’unica società giusta possibile. Ci saranno vincitori? Si, beoti bambini ideologicizzati.

A Milano mi sono trovato molto bene, l’ho vista con una persona per me speciale e con un amico "ritrovato": i milanesi si sono rivelati più simpatici di come mi aspettassi, e anche la ciucetto!!!città mi è piaciuta (laddove mi aspettavo di trovare solo musi lunghi e palazzoni… ah, stupidi stereotipi che ci ostacolano); allo stadio eravamo in un settore milanista, come molti altri napoletani, e si è dato vita ad un bellissimo spettacolo, solo per colpa di pochi belluini individui (da un lato e dall’altro) sporcato in qualche occasione (alcuni insulti sentiti però in quei momenti mi hanno toccato a fondo): ciò è stato possibile grazie alla civiltà dei milanesi, che hanno "permesso" un’invasione napoletana, ed alla nostra esuberanza, alla nostra capacità di stupire e di sovvertire le regole accettate da tutti: siamo un grande popolo, dobbiamo solo ricordarcene.   E spero che ciò accada non oltre i prossimi cinquant’anni.

Dove ci sono certezze, là c’è la dittatura. Dove ci sono dubbi, là c’è la libertà.

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Per non dimenticare

Difficile restare insensibili di fronte ad immagini come queste. Facciamo in modo che arrivini ai nostri figli e quindi oltre la memoria di simili fatti.

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Addio mia bella Napoli – Ho voglia

Ho letto un po’ in giro nella blogosfera, quella dei miei amici, non ho interesse in quella degli altri, e mi sono reso conto di come negli ultimi posts si ritrovino riferimenti alla camorra, al sud, alla spazzatura (tossica e meno tossica) che ci ha sommerso, sommerge e ci sommergerà: conscio del fatto che probabilmente avremo tutti visto l’intervista di Saviano a Che tempo che fa di domenica, anch’io seguo "la massa", continuando questo rigurgito di bile che nessuno di noi ha mai potuto facilmente dissimulare. Come tutti sapete, io sono sempre stato uno dei più grandi ottimisti sulla razza umana, sul suo sviluppo, sulle possibilità di migliorie in tutto ciò che ci circonda, ma ultimamente, scontrandomi sempre più col mondo stressato degli "adulti", non lo sono più. Comincio ad essere conscio che io, per estrazione sociale, per aspirazioni, per incorrutibili (questo me lo autoriconosco, scusatemi l’arroganza) ideali, per desiderio palese di condurre una vita normale, dovrò abbandonare la mia terra, lasciando dietro di me una scia di dispiacere, e l’ombra visibile del tradimento. Della fuga dal nemico.

Ho voglia di abbandonare il mio continuo stare all’erta, che ormai è così connaturato in me da sembrarmi null’altro che una particolare, e del tutto naturale, funzione del mio cervello; ho voglia della facoltà di poter almeno vagliare, nell’acquisto di un’auto nuova, quelle di ultima uscita e non di doverle escludere a priori; ho voglia di non passare tutta la trafila volantinaggio-cameriere-callcenter (ovviamente in nero e per pochi spiccioli a giornata) per poi ritrovarmi con la laurea ed un contratto a tempo determinato della durata di alcuni mesi, perennemente da rinnovare; ho voglia che non debba esser preoccupato per mio fratello se esce con la macchina (è decisamente nervosetto alla guida); ho voglia di poter farmi sempre gli affari degli altri, scrutare le zone d’ombra, annotare i movimenti sospetti e denunciare ogni minima nefandezza, senza la pressione dell’antico adagio "Chi si fa gli affari suoi, campa cent’anni" (sempre vero, purtroppo)… ho voglia, voglia, voglia, che il mondo che mi circonda si metta a girare all’incontrario, che il pianeta si decida una buona volta a sovvertire le sue regole naturali cosicchè, nell’a-naturale movimento, si possa ristabilire un giusto verso alle cose (paradosso emblematico).

Avrei voglia (meglio il condizionale – modo delle possibilità – ad un indicativo fragile nelle sue certezze) di non dover andare fuori, scegliere una soluzione così anacronistica, quasi ridicola, quasi impronunciabile per la sua assurdità, eppure così reale: emigrare. Come ad inizio secolo ed anche prima. Ho voglia si. Ma le valigie già sono pronte, e con loro non  il mio cuore.

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uagliù impegni vari mi impediscono di scrivere anche solo due righe: ma non posso lasciar andare il blog così a lungo, sennò poi muore come è successo ad altri! Così giusto qualche parola per farvi sapere che ci sono ancora, il blog non chiude ma mi seguirà ancora per parecchio, starei per laurearmi e per partire erasmus (incrociamo tutto l’incrociabile), sentimentalmente ho trovato il mio equilibrio e… il Napoli è in Serie A e mi fa divertire anche quando perde! Un abbraccio circolare!

2 righe

E va bene, sto qui, fa caldo, devo studiare e non studio… ma la novità qual è??? Chi mi conosce sa che sono così. Sto ore sui libri (vagando fra sogni e cazzeggio) e poi non faccio gli esami il giorno dopo, ma tanto che fa, il tempo c’è, e il traguardo di Dicembre è ancora lontano e posso sempre tirare fuori dal cappello il classico colpo magico. Oppure semplicemente che cazzo me ne fotte? A chi devo correrre appresso? A cosa? Non credo che mi sentirò molto più realizzato finendo: l’unica cosa è che c’è Nizza, ed è una bella spinta. Lasciare questo mio mondo però mi dispiacerà, e per quanto ne sia saturo e ne abbia ormai abbastanza, non lo tradirò mai né smetterò di ringraziarlo né lo dimenticherò. Dicevo Nizza, certo. Però ora come ora non mi alletta come prima, le cose cambiano, si conoscono nuove persone, si sta bene, e i dubbi aumentano. Insieme alla paura e alla gioia. Intanto il Napoli è tornato in serie A, ed è una cosa magica, avrei voluto piangere, ma lo stimolo mi è giunto in anticipo e ho lasciato perdere. Ora vado fuori, ascolto un po’ l’aria che tira e mi vivo la giornata. D’altra parte come sempre, e non è certo un errore.

Quotidie

Oggi è stata una di quelle giornate in cui io mi sento attratto dall’attività: fra le altre cose ho spulciato un po’ il sito dell’università, interessandomi di alcune cose che avevo lasciato in sospeso da tempo. Ogni tanto pure è un toccasana! Avrei voglia di tornare a scrivere recensioni di Tex sul sito degli "amicidellabonelli", ma so che non rispetterei (di nuovo) l’impegno e quindi resto cauto… fra l’altro mi ero scelto come nick "Simpaticone", il che è già tutto un programma! E’ quasi un mese che sto a Napoli, come ogni volta non vorrei tornare a casa mia all’università, ma poi una volta giunto lì mi accade il contrario: non voglio più muovermi. Mi sa che è questione di pigrizia cronica al movimento. Spero che a voi vada tutto bene, sto tornando un po’ a questi post "quotidiani", sento la necessità di non abbandornarmi solo a questioni "metafisiche". Con alcuni dei miei lettori è una vita che non mi sento: capisco gli importanti impegni che ognuno di voi ha, però potreste anche solo scrivere un’email, ogni tanto. Un bacio ed un abbraccio.

O’ Miracolo

09/07/2006

O' Miracolo

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