Ultimo traguardo a due passi da me e non riesco ad arrivarci; ci vorrebbe giusto un salto, senza neanche rincorsa, ma proprio non ce la faccio. Mi ridurrò a strascicare i passi per questi ultimi metri, ed alla fine il risultato sarà lo stesso, ma con meno soddisfazione e tanto panico in più. La fine del mio Impero si avvicina, io sto qui in mezzo al guado e qualcuno mi dice che è la paura di crescere. Sarà così? Non la reputo la risposta giusta, ho più forse la percezione di uno stato d’animo di incertezza, dovuto a tutto ciò che ho concluso in questi ultimi 8 anni della mia vita. Ovvero, nulla. Sono fuggito di qua e di là, cercando stimoli e persone, ma alla fine il risultato non cambia; gli addendi posso rimescolarli come voglio, il nulla è sempre il totale finale. La barba cresce, insieme alla mia voglia di ritrovarmi in un viaggio, un viaggio perenne dove non si arrivi mai, così da donarmi una eterna soddisfazione nel movimento. L’arrivo mi causa sempre delusione. C’è chi è contento, chi si affida a scelte di vita – addirittura in maniera euforica! – completamente diverse da come ci si dipingeva giusto qualche mese prima. Quanti di noi ci perderemo, quanti resteremo noi stessi, quanti andranno avanti sulle parole pronunciate e non le tradiranno. Mi resta la speranza, in tante cose; nella mia città, nell’amore (cos’è?), nella volontà di un popolo, in un videogioco completato in maniera corretta. La tristesse, c’est ma faute.