Questi risvegli notturni mi infastidiscono. Non c’è un motivo, non c’è qualcosa da fare, stai sveglio come un deficiente e non riesci a riprendere sonno. E poi sopraggiungono i mille e mille (soliti) pensieri, amplificati dal silenzio. Tutto tace, o quasi. C’è sempre qualcosa di agitato in giro, dentro e fuori, e non si capacita di palesarsi. Da poco ho conosciuto una psicologa/psichiatra: ho la sensazione che abbia più bisogno lei di qualcuno che l’aiuti, però sarebbe divertente farle due domande. Ma magari un altro giorno, visto che ammetto che la sensazione del fiume che scorre su di te è angosciamente piacevole. Ci si abbandona, e via! Forse in questi giorni ci saranno simpatiche novità. Ma ora meglio riprovare a prendere sonno. Che è meglio.