Sale cercansi

Non si può dire che sia anziano, però ho come l’impressione che mi sia sfuggita qualche verità della vita. L’avevo in pugno fino a pochi anni fa, bastava che stessi più attento. Riflettevo poc’anzi sul come si getti via tanto di quel tempo in attività del tutto basse: uscire, uscire, uscire. Che senso ha? Sembra quasi un imperativo categorico, una corsa nell’arraffare il nulla dell’esistenza nostra; questo nulla che mi circonda e di cui io faccio meritatamente parte. Tanto tempo gettato in birre più che in carta, ed è un peccato. Di intelligenze ne ho conosciute in passato, ma oggi anche quelle mi sfuggono, così come le verità di cui sopra. Tanti cervelli, neuroni che si muovono, che fatica inutile! Mi ricordo le nottate frizzantine passate ad arrovellarsi in storie fuoriuscienti dalla fantasia irrequieta e non catodica di due allegri ragazzotti. Oppure l’ansietà mentale da costiera, le discussioni interminabili su paranoie e fobie. Oggi se mi va bene, parlo di politica. Ma sempre con schieramenti unilaterali, non sia mai che qualcuno si possa offendere. Dopotutto è così facile: o si è "contro" o "con", via di mezzo non ce ne sono. Mai asserzione fu più falsa. Manca il sale, ecco cosa manca. Il sale che rende la sciapita minestra un godimento del palato. Se qualcuno ne trova, mi faccia un fischio, ne ho un tremendo bisogno.
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